L’inconscio non esiste: ode ai detrattori dell’inconscio

L’inconscio non esiste!

Questo è un articolo dedicato ai detrattori dell’inconscio e a chi sostiene che l’inconscio non esiste.

“Molta gente dubita dell’esistenza dell’inconscio”, sosteneva Jung nel secolo scorso. Ho la sensazione che questo atteggiamento di scetticismo verso l’inconscio si sia oggi potenziato: sento spesso sollevare questa obiezione quando tengo corsi o seminari di OniroTarologia introducendo l’argomento sogni.

Anzi, ancora peggio: sento frasi del tipo “non voglio dare energia a quelle cose” (va molto di moda dire “dare energia”), “non mi interessa perdere tempo con i miei sogni”, “io vivo solo nel qui ed ora”, “cerco sempre di essere presente a me stesso”, eccetera. Vi sono oggi molti approcci “post new age” che predicano una costante presenza “a se stessi”, cercando di domare e addomesticare l’odiata macchina biologica, considerando inutili o addirittura nocive le sue manifestazioni spontanee. Della serie: “voglio illuminarmi per non provare più dolore e sofferenza!”. 

L’illusione dell’eterna presenza

L’uomo vive sempre più nell’illusione di avere il controllo totale della propria vita, di agire sempre con coscienza e nella coscienza, di poter annullare l’inconscio e ignorare le sue manifestazioni. La coscienza ha la supremazia, l’inconscio non ha alcun peso, non ha alcuna utilità.

Mi sono attrezzato per contro(di)battere a questa posizione disegnando un cerchio a mò di orologio e rivolgendomi a “Mister l’inconscio-non-esiste”. Ecco l’ipotetico dialogo che ne scaturisce.

L’inconscio non esiste?

Io: “Mister, le capita mai di dormire?”

Mister: “Che domande…Dormo regolarmente circa 8 ore ogni notte!”

Io: “Quindi lei non è cosciente in queste 8 ore.”

Mister: “Uhm…no. Credo di no.”

(inizio ad annerire con il pennarello una fetta corrispondente a 8 ore sull’orologio più un’altra oretta a rappresentare la fase di pre-addormentamento, quando la mente vaga a briglia sciolta e si producono le immagini “ipnagogiche”.)

Io: “Le capita mai di sognare?” (la domanda giusta sarebbe “ricorda mai i suoi sogni?” ma sorvoliamo)

Mister: “Sì, qualche volta faccio incubi orribili!”

Io: “Ma sono cose trascurabili, da ignorare, che non sono utili alla sua vita cosciente, giusto?”

Mister: “Esattamente! E io non voglio dare energia a queste cose! Ma dove vuole arrivare?!” 

Io: “Non si scaldi. Noto che ha assunto un’espressione corrucciata ed una vena sta pulsando sulla sua fronte. E’ stato lei a decidere consciamente: ‘espressione, corrucciati’ e ‘vena sulla fronte, pulsa?'”

Mister: “Lei mi vuole prendere in giro!”

(annerisco un’altra oretta dall’orologio, stimando il tempo durante la giornata in cui il Mister si corruccia, si angoscia per le bollette o diventa furente con l’automobilista che lo ha sorpassato…e tutto questo, udite udite, avviene senza volerlo!)

Io: “Mi scusi se mi permetto, ma ho notato che all’inizio del seminario lei aveva un’aria assente, stava evidentemente pensando ad altro…”

Mister: “Sì lo ammetto, stavo rimuginando su uno scambio di e-mail che ho avuto questa mattina con la mia collega…”

(evvai di pennarello! Stimiamo altre 2 ore complessive di rimuginamento durante la giornata, oppure tutte quelle volte in cui stiamo facendo qualcosa ma in realtà pensiamo ad altro, come quando mangiamo e guidiamo)

Io: “Lei ogni tanto fa uso di superalcolici o di drogh…”

Mister: “Non si permetta!”

L’inconscio esiste ed è più forte della coscienza!

Insomma, avete capito il gioco: alla fine di questo confronto l’orologio sarà per metà annerito, rappresentando quella grossa fetta della giornata (e quindi della nostra vita) dove non siamo, a vari livelli, pienamente coscienti. Ad essere ottimisti, noi controlliamo solo il 50% della nostra vita, ed è questo il campo della coscienza. L’altro 50% è governato dall’inconscio, che la coscienza lo voglia o no!

Altrochè “l’inconscio non esiste”. Possiamo anzi dire con grande sicurezza che l’inconscio viene prima della coscienza. Noi nasciamo inconsci e moriamo inconsci.

Ne volete una prova? I bambini: che livello di coscienza hanno? E gli uomini primitivi? Gli animali? E gli insetti? O i primi organismi monocellulari? Certo, non dico che non abbiano una forma di coscienza, di consapevolezza, diciamo così. Tuttavia non è una coscienza evoluta come quella che può avere un adulto (ma anche qui possono esistere numerose eccezioni!).

La relazione con l’inconscio e la Forza dei Tarocchi

Mettiamola così: l’inconscio è natura, è una bestia feroce che pretende la nostra attenzione e che se ignorata prenderà il controllo della nostra vita, ci divorerà.

La Forza dei Tarocchi ci insegna come relazionarsi con questa “bestia”: prendendone coscienza, guardandola negli occhi, toccandola, temendola, avendone rispetto. Un po’ come si fa con il mare quando si impara a nuotare (e non a caso anche il mare è un simbolo dell’inconscio).

Inconscio non esiste
La Forza e la bestia dell’inconscio

Il leone potrà essere addomesticato, ne potremo sfruttare la potente energia “leonina”, ma sempre leone rimarrà. Inutile far finta che non esista o ignorarne le manifestazioni: immaginate cosa succederebbe se la donna della Forza desse le spalle al leone? Se si rifiutasse di nutrirlo? Ho raccontato questa dinamica a proposito dello splendido film “Vita di Pi” in questo articolo.

Il Matto dei Tarocchi: l’inconscio non esiste!

E’ il Matto dei Tarocchi che ignora la bestia che lo insegue (ed è questo che lo rende matto!). Quella bestia diventerà sempre più grossa e feroce a furia di essere ignorata: troverà forme sempre più aggressive per farsi riconoscere dal Matto, ma lo farà per il suo bene, per completarlo.

Il Matto dei Tarocchi: inconscio non esiste
Il Matto che ignora la “bestia” dell’inconscio

La via dell’illuminazione (o meglio la ricerca del Sé) non si percorre ignorando il proprio inconscio, ma integrandolo nella propria coscienza. Il primo passo è riconoscere l’esistenza dell’inconscio, la sua dignità e la sua potenza soverchiante.

Abbiamo aperto con Jung e chiudiamo con una sua frase illuminante (a proposito di illuminazione!): “Rendi cosciente l’inconscio, altrimenti sarà l’inconscio a guidare la tua vita e tu lo chiamerai destino”.

In altre parole, state sicuri che se non volete “dare energia a quelle cose”, saranno “quelle cose” ad assorbire energie da voi, anche se non ve ne renderete conto.

4 thoughts

  1. Caro Max,
    ben detto!
    Rifacendomi all’immagine dell’iceberg (utilizzata da nonno Freud per spiegare la psicoanalisi) penso che l’inconscio sia più del 50%, forse il 70 – 80 %.
    Bello il confronto con gli animali presenti sugli Arcani e il termine “alleanza” che utilizzi. Io, che ho vissuto spesso con i gatti paragono l’inconscio al gatto che ,anche se si addomestica, rimane sempre un po’ selvaggio. Per vivere bene insieme ad un gatto poi devi creare una alleanza con lui, altrimenti….

    Complimenti per l’articolo.
    Giuseppe

    1. Grazie per il tuo contributo! Eh sì, i gatti sono proprio come dei piccoli leoni e il loro comportamento non è mai prevedibile, proprio come l’Anima: quando non è dell’umore giusto può mordicchiarci anche se la approcciamo con una carezza! 😀

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