Personaggi dei Tarocchi di spalle e il ruolo dell’Ego

Negli Arcani Maggiori troviamo prevalentemente figure collocate frontalmente: personaggi che ci guardano come se fossimo davanti ad uno specchio. Esistono però alcuni personaggi dei Tarocchi ritratti di spalle.

Cosa può significare questo da un punto di vista simbolico?

I personaggi dei Tarocchi come specchio

I Tarocchi sono, come abbiamo detto, uno specchio. Osservandoli siamo perciò di fronte a rappresentazioni di aspetti inconsci della nostra personalità: lo specchio ribalta la prospettiva, ciò che era a destra ora è a sinistra, cioè la prospettiva dell’inconscio.

Guardando l’Arcano del Matto, lo specchio dei Tarocchi ci rivela: tu non sei quello che credi di essere; tu sei quel Matto, riconosci quali aspetti del Matto ti sono propri. Idem con il Bagatto, la Papessa e via dicendo.

Ma se un personaggio è raffigurato di spalle, i Tarocchi fanno pensare a noi come protagonisti della scena. Proprio come in quei videogiochi “in prima persona” o “in soggettiva” dove il protagonista che controlliamo è raffigurato di spalle e dunque facilita l’immedesimazione nell’ambiente di gioco.

Quindi, se i personaggi riflessi mettono in mostra i nostri aspetti inconsci, i personaggi raffigurati di spalle pongono l’accento sul nostro Ego: quella parte di noi che vede, sente, agisce e decide nel campo della coscienza.

I personaggi dei Tarocchi di spalle: il Papa

I primi personaggi dei Tarocchi che incontriamo di spalle sono i due sacerdoti o chierichetti. Ciò significa che noi siamo uno di quei due personaggi. Siamo lì, timorosi, di fronte alla figura imponente del Papa.

Il Papa e i personaggi dei Tarocchi di spalle
Il Papa dei Tarocchi

Siamo ancora dei novizi, non possiamo fare altro che starcene lì in ascolto e a ricevere un insegnamento. Del resto, siamo ancora agli inizi del viaggio dei Tarocchi; con il Papa siamo solo al quinto passo e abbiamo ancora tanto da apprendere.

Ma quale dei due novizi siamo esattamente? Siamo entrambi! La coppia, nei sogni, allude al tema della duplicità, ad un contenuto inconscio che si contrappone al punto di vista della coscienza. Siamo noi accanto al nostro “gemello Ombra”, una parte di noi che ci rifiutiamo di accettare come nostra e dunque vive sottoforma di proiezione, un’entità che percepiamo come esterna.

Del resto, pochi Arcani prima i Tarocchi riflettevano il nostro essere Matto, quindi disgregati, senza un Ego cosciente. Perlomeno con il Papa torniamo ad essere protagonisti, per quanto “doppi” e ancora non “uniti” in noi stessi.

Il fanciullo eterno del Giudizio

Solo molti Arcani Maggiori dopo ritroviamo un altro personaggio di spalle: la creatura del Giudizio.

Il fanciullo eterno del Giudizio

Quella creatura, quel fanciullo eterno, siamo noi. Siamo ad un passo dalla fusione con il Mondo, la totalità del Sé.

Grazie al viaggio dei Tarocchi abbiamo reintegrato tutti i nostri aspetti inconsci e siamo rinati a noi stessi. Il noviziato è terminato. Ci siamo fusi con il nostro “doppio” e abbiamo recuperato un collegamento con il divino che è in noi: l’Angelo del Giudizio preannuncia l’avvento del Sé.

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